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13,14 e 16 Luglio 201213,14 e 16 Luglio 201213,14 e 16 Luglio 2012

L’UOMO DELLA SABBIA
Capriccio alla maniera di Hoffmann

Supercinema
ven 13 e lun 16 ore 20.30
sab 14 ore 21.00
http://www.http://santarcangelofestival.com

di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele

regia Gianni Farina
musiche Stefano De Ponti
luci e direzione tecnica Robert John Resteghini
con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri,
Alessandro Miele, Mauro Milone
assistente alla regia Chiara Fallavollita
costumi Elisa Alberghi
tecnico di compagnia Sergio Taddei
macchinista Andrea Bulgarelli
foto di scena Arianna Lodeserto
disegno e grafica Marco Smacchia
scene realizzate nel laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival delle Colline Torinesi,
Programma Cultura dell’Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero

grazie a Marco Cavalcoli e Chiara Lagani, Santarcangelo dei Teatri/Santarcangelo 41, Teatro
Fondamenta Nuove, Compostc/Valtorto, perAspera/Drammaturgie Possibili – Festival di Arti
Contemporanee, tutti i partecipanti ai laboratori del progetto Ubiq

Questo Capriccio è, prima di tutto, un labirinto.
È un gioco di scatole cinesi, una narrazione senza fine in cui perdersi.
È il tableau vivant di una natura morta.
Nel racconto di Hoffmann i personaggi sfumano nel grigio panneggio della quotidianità, come
riflessi automatici di uno stesso individuo. L’inquietudine generata dal Fantastico, dal
Perturbante, dal Bizzarro spinge lo studente Nataniele verso una incauta consapevolezza di questo
ingranaggio opacizzante, ma enorme è la distanza tra il desiderio e l’azione, la nevrosi soppianta
la contemplazione nell’eterno conflitto tra immagini interiori e mondo esterno.
La sfida formale consiste nell’accensione di una lanterna magica capace di apparizioni e
dissolvenze, portatrice di paradossali sovrapposizioni di contesti per mettere così in discussione,
alla maniera di Hoffmann, ciò che i nostri occhi vedono: la cornice artefatta che chiamiamo realtà.

Benevolo spettatore,
Questa presentazione ti piace?
Forse intimidisce un po’ troppo. Però la conclusione: “Benevolo spettatore, questa presentazione ti piace?” cambia registro, non trovi?
Peccato che ciò che viene definito “la conclusione” non sia una reale conclusione; dopo segue
altro, come questa frase o altre che seguiranno l’espressione “dopo segue altro”.
Chiediamo scusa per tutti questi giri di parole, ma davvero non riusciamo a chiudere il discorso,
non ne veniamo a capo.
Ora siamo andati a capo e il problema resta insoluto.
Come finire davvero?
Ecco, si potrebbe scrivere “fine”, se solo queste parole facessero parte di un finale.
Invece, no, costituiscono la presentazione dello spettacolo.
Facciamo così: sospendiamo tutto, ne riparleremo dopo lo spettacolo.
Se solo stessimo parlando!
Però l’idea non è male, l’idea contenuta nella locuzione “sospendiamo tutto”, si intende.
Ascoltiamola, se è lecito dire “ascoltiamola” riferendosi ad un oggetto muto come la parola stampata.
“Seguiamola” forse è più giusto, suona meglio. Ma non parliamo più di suoni, seguiamola
finalmente senza far seguire assolutamente niente all’esortazione “seguiamola
L’uomo della sabbiaSupercinema
ven 13 e lun 16 ore 20.30
sab 14 ore 21.00
http://www.http://santarcangelofestival.com

THE SANDMAN

CAPRICCIO
IN THE MANNER
OF HOFFMANN

by Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
direction Gianni Farina
music Stefano De Ponti
lighting and technical direction Robert John Resteghini
with Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri,
Alessandro Miele, Mauro Milone
assistant director Chiara Fallavollita
costumes Elisa Alberghi
company technician Sergio Taddei
stagehand Andrea Bulgarelli
photography Arianna Lodeserto
drawing and graphics Marco Smacchia
scenes created in the workshop of Emilia Romagna Theatre Foundation

production Emilia Romagna Theatre Foundation, Festival delle Colline Torinesi,
European Union Culture Programme within the Progetto Prospero

thanks to Marco Cavalcoli and Chiara Lagani, Santarcangelo dei Teatri/Santarcangelo 41, Teatro Fondamenta Nuove, Compostc/Valtorto, perAspera/Drammaturgie Possibili – Festival di Arti Contemporanee, all participants of the UBIQ project workshops

This Capriccio is, first of all, a labyrinth.
It is a game of Chinese boxes, an endless story in which to lose oneself.
It is the tableau vivant of a still life.

In Hoffmann’s tale the characters fade into the grey folds of everyday life, like automatic reflexes of the same individual. The restlessnessgenerated by the Fantastic, the Disturbed, the Bizarre pushes the student Nathaniel towards a reckless awareness of this dulling mechanism, but an enormous gulf exists between desire and action. Neurosis supplants the contemplation in the eternal conflict between inner images and the outer world.
The formal challenge consists of lighting a magic lantern capable of appearing and disappearing; a bearer of paradoxical overlapping contexts, calling into question – in a Hoffmannesque manner – what our eyes witness: the constructed frame that we call reality.

Benevolent spectator,
Do you like this preview?
Perhaps a little too intimidating. Although, the conclusion of “Benevolent spectator, do you like this preview?” shifts the form of address, don’t you think?
Pity that what we define as “the conclusion” is not a real conclusion. And so on, further phrases, like this or others, will follow the expression “and so on”.
Apologies for all this beating around the bush, but we are simply unable to conclude this speech, we just can’t get our heads around it.
Even as the situation comes to a head, the problem remains unresolved.
How can it really be finished off?
Well, one could write “the end”, if only these words were part of the finale.
Alas, no, these words constitute nothing more than a preview of the show.
How about this: suspend proceedings, we’ll talk about it after the show.
If only we were talking!
But the idea’s not bad, that is, the idea implicit in the statement “suspend proceedings”.
Let’s listen, if one may say “let’s listen” in reference to the silence of the printed word.
Perhaps “follow it” is more apt and even sounds better. But let’s forget about sounds, let’s follow it finally without adding anything after the exhortation “follow

Supercinema
ven 13 e lun 16 ore 20.30
sab 14 ore 21.00
http://www.http://santarcangelofestival.com

L’HOMME AU SABLE
Caprice à la manière de Hoffman

Ce Caprice est, avant tout, un labyrinthe.
C’est un jeu de boites chinoises, une narration interminable dans laquelle on se perd.
C’est le tableau vivant d’une nature morte.

Le spectacle déclare dès le titre jusqu’à la fin que les suggestions existantes dérivent du conte homonyme de Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ainsi que de toute son œuvre : écrivain visionnaire, Hoffmann investigue des sujets comme la perte du sens de la réalité et la déperdition qui dérive de celle-ci.
Son écriture sait créer une atmosphère hypnotique qui désoriente, dans laquelle des changements de perspective soudains génèrent du stupeur qui casse le cercle de l’habitude. Ceci, nous laisse entrevoir des horizons nouveaux de la capacité cognitive et révèle le mécanisme social duquel les personnages sont victimes: de seuls reflets automatiques d’un rituel voté à l’aplatissement totalitaire.

Dans “ L’homme au sable” les personnages sont immergés dans l’ennui et dans le gris quotidien. De cette manière, l’inquiétude générée du “Perturbant” pousse l’étudiant Nathael (le double de l’artiste visionnaire) à la maladie et à une rebelle prise de conscience mais votée à l’échec.
Enorme est la distance entre le désir et l’action, la névrose repousse la contemplation dans la tentative de se libérer des chaînes sociales d’une norme standardisée et d’une science qui aplanit au service des lois déterministes.

Le défi formel consiste à allumer une lanterne magique capable d’apparitions et de dissolutions qui portent des recouvrements paradoxales de cadres et d’un montage arbitraire de scènes- à travers un jeu autoréférentiel avec les instruments propres du théâtre- pour mettre en discussion, de la manière de Hoffmann, ce que nos yeux voient : le cadre construit qu’on appelle réalité.

by Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
direction Gianni Farina
music Stefano De Ponti
lighting and technical direction Robert John Resteghini
with Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri,
Alessandro Miele, Mauro Milone
assistant director Chiara Fallavollita
costumes Elisa Alberghi
company technician Sergio Taddei
stagehand Andrea Bulgarelli
photography Arianna Lodeserto
drawing and graphics Marco Smacchia
scenes created in the workshop of Emilia Romagna Theatre Foundation

production Emilia Romagna Theatre Foundation, Festival delle Colline Torinesi,
European Union Culture Programme within the Progetto Prospero

thanks to Marco Cavalcoli and Chiara Lagani, Santarcangelo dei Teatri/Santarcangelo 41, Teatro Fondamenta Nuove, Compostc/Valtorto, perAspera/Drammaturgie Possibili – Festival di Arti Contemporanee, all participants of the UBIQ project workshops