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e-production

5 luglio 2016

58° PARALLELO NORD - CORCOVADO #1

12

· Galleria Toledo · Napoli
Via Concezione a Monte Calvario, 34

http://www.lorenzogleijeses.com/58_Parallelo_Nord.html

58° PARALLELO NORD

Cantiere Teatrale Aperto
un progetto di Lorenzo Gleijeses
prodotto da Nordisk Teaterlaboratorium e Gitiesse Artisti Riuniti

CORCOVADO #1
Galleria Toledo ore 19.00:

Performance di Luigi De Angelis e Lorenzo Gleijeses
a partire da un progetto di coreografia di Michele Di Stefano dal titolo “Corcovado”.
Oggetti coreografici creati da Michele Di Stefano
Con la collaborazione di Biagio Caravano
Direzione in tempo reale Luigi De Angelis
Con Lorenzo Gleijeses
Interventi musicali a cura di Mirto Baliani

Performance-dimostrazione di lavoro con la partecipazione attiva di Luigi De Angelis che interverrà in diretta sul materiale coreografico proposto da Michele Di Stefano e rielaborato da Biagio Caravano per Lorenzo Gleijeses in vista di una coreografia dal titolo “Corcovado”.

58° PARALLELO NORD

C’è un senso di spaesamento all’interno del concetto di “dromoscopia”, con cui il filosofo Paul Virilio critica l’odierna idea del viaggio, che ha fagocitato l’idea di esplorazione e di percorso in favore dell’idea di spostamento rapido, quasi istantaneo. Prendete un treno disposto parallelamente a un altro treno immobile: seduti all’interno di uno dei due convogli noi, spesso, non riusciamo a capire quale si stia muovendo. Questa sensazione, secondo Virilio, è un esempio di dromoscopia. La stessa idea di spaesamento è stata proposta come una possibile pratica dell’incontro artistico da Lorenzo Gleijeses ad alcuni compagni di viaggio, in un progetto di creazione che mette in crisi il ruolo monocratico dell’artista demiurgo, procedendo per tappe che portano sopra di esse i “segni” evidenti dell’incontro.
Ma pur partendo dallo spaesamento, «58° parallelo nord» vuole anche – e già dal titolo – marcare un’appartenenza. Il parallelo in questione è quello che passa per Hostelbro, sede dell’Odin Teatret di Eugenio Barba ma anche dell’International School of Theatre Anthropology, che della pratica dell’incontro e dello scambio ha fatto il motore principale della creazione.
Come nel gioco collettivo surrealista del cadavre exquis, i materiali di 58PN migrano da un incontro all’altro, sottoponendo all’artista successivo i risultati dell’incontro precedente, innescando così un meccanismo di trasformazione dove ogni traccia sarà evidente ma il risultato finale sovrasterà ogni individualità coinvolta. Uniche costanti: la presenza di Lorenzo Gleijeses come corpo-perfomer e quella di Mirto Baliani come contrappunto sonoro, sia per la composizione che per l’esecuzione.
I primi artisti coinvolti sono Eugenio Barba, Julia Varley, Michele Di Stefano, Biagio Caravano, Luigi De Angelis. Altri seguiranno mano a mano che il percorso, già cominciato, si snoderà lungo una serie di possibili incontri. Il loro ruolo, secondo un’idea dello stesso Barba, è quello di “primi spettatori”. Ma il loro sguardo non è uno sguardo neutro, poiché innesca il processo di trasformazione che dà senso al percorso di 58PN. Nelle due tappe del Napoli Teatro Festival vedremo due modalità possibili di questa formula di incontro artistico: il 4 luglio andranno in scena dei primi frammenti di «Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa», progetto di spettacolo futuro, esito dell’incontro con Barba, che per interpretare l’idea di mutazione insita nel progetto ha scelto di affidarsi all’immaginario di Franz Kafka. A fronte del lavoro presentato, Barba, coadiuvato da Julia Varley, interverrà secondo il dispositivo della lezione-spettacolo per spiegare la sua idea di intervento e trasformazione attorno agli elementi della performance e ai materiali creati nelle precedenti sessioni di prove.
Il 5 luglio con «Corcovado» il processo di mutazione sarà al centro della visione stessa proposta al pubblico. Si parte dagli elementi coreografici elaborati assieme a Michele Di Stefano, partendo da un immaginario sonoro che è a sua volta caratterizzato dall’idea di trasformazione: “Corcovado” è infatti un classico della bossa nova, riproposto qui nella versione elettronica degli Everything But The Girl. Ma il materiale di base passa di mano, al successivo “primo spettatore”, nell’ambito stesso della performance: Luigi De Angelis, che vedrà per la prima volta i materiali lì sulla scena, attiverà un meccanismo di mutazione attraverso il dispositivo dell’etero-direzione (già sperimentato in diversi spettacoli dei Fanny & Alexander). Se nella contemporaneità iperveloce gli unici elementi del viaggio a sopravvivere sono la partenza e l’arrivo, 58PN – che dall’idea antropologica del viaggio trae ispirazione – riposiziona lo sguardo sui concetti di “percorso” ed “esplorazione”, demandando al processo stesso il tarlo imprescindibile del senso e della forma. Una pratica che è allo stesso tempo di decostruzione e ricostruzione del processo creativo.