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e-production

18 – 19 marzo 2015Marzo 18 – 19, 2015

Favole al telefono

@ Ravenna viso-in-aria · Almagià · Ravenna
via dell'Almagià 2
0544 456716 - 320 2226732

http://ravennavisoinaria.com

FAVOLE AL TELEFONO
di
Bluemotion
[adatto a uomini e donne dai 6 ai 158 anni]

18-19 marzo 2014
Almagià
dalle 18:00 alle 21:00

ideazione e regia Giorgina Pi
soundscape Valerio Vigliar
una produzione Angelo Mai – Bluemotion

Il progetto FAVOLE AL TELEFONO – ispirato al testo omonimo di Gianni Rodari – nasce dall’incontro di due linee della nostra ricerca: la costruzione di dispositivi performativi e visivi che indaghino la sfera della comunicazione tra due individui; la riflessione sul racconto come dono.

FAVOLE AL TELEFONO usa il telefono col filo e la limitazione di un corpo costretto in uno spazio ridotto durante una conversazione telefonica con altri sconosciuti accanto.

Smarrimento e intimità. Solitudine e stupore.

Si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona estranea. E ciò che si ascolta è una favola raccontata in diretta da un call center di attori. Lo spazio ordinato e in penombra protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi.

È un piccolo incontro misterioso che trasforma le favole in cartografie di vite e riti di passaggio.

concept Luigi De Angelis and Chiara Lagani
dramaturgy Chiara Lagani
direction Luigi De Angelis
music Mirto Baliani
with Lorenzo Gleijeses
and with special appearance by Geppy Gleijeses

“Nets and fences can be mirrors. This is why the whole thing is scary.” (DFW)

“US [uhs] = Noi [ˈnoi] pron pers: a. the objective case of we, used as a direct or indirect object: They took us to the circus. She asked us the way.[…] c. US = You and I = Noi due […] g.United States […]” (Dal lemma “Noi” del Collins Italian Dictionary)

US is a dreamlike tennis match, played by a performer versus a tennis ball machine. A concrete and arcane object, that monster is not the enemy, it is rather the partner in a dance. With wild fury, the player goes beyond his own limits: he transcends, he gets better, he wins against himself. Endlessly. At the edge of the court the father/trainer umpires that impossible game, while the whole match catches fire to the hectic pace of the strokes, giving birth to the most paradoxical concert.