#Fèsta13 - artisti

Menoventi

InvisibilMente _ Menoventi _ ph Olimpio Mazzorana (2)

InvisibilMente

Venerdì 10 ore 21.00
Sabato 11 ore 22.30
@ Almagià

Finalista del Premio Vertigine 2010

Di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele,
Con Consuelo Battiston e Alessandro Miele
Regia di Gianni Farina
Produzione Menoventi – ERT

Volevamo fare uno spettacolo sul giudizio universale.

Abbiamo speso tempo ed energie per capire in quale categoria di dannati inserire i nostri protagonisti, concludendo che per essere esemplari della nostra razza il loro destino non poteva essere che quello degli ignavi senza peccato.
Abbiamo poi trovato il reagente dell’intreccio: una rivelazione mal compresa che porta al delirio. Abbiamo intuito financo una possibile forma di Ermes, messaggero della rivelazione.

Ma non è tutto: c’era un’idea per dare forma all’invisibile che mugghia sotto di noi e pure la relativa reazione dei nostri antieroi al mistico incontro!

Insomma, si trattava di un capolavoro in grado di sondare la reazione dell’umanità posta sotto analisi ed in attesa di relativo giudizio; la consapevolezza dell’essere osservati e di avere un dito enorme puntato contro; la sensazione concreta di un’autorità superiore che sceglie proprio noi, ramo
secco nell’evoluzione della vita su questo pianeta.

Il tutto reso attraverso equilibrati effetti speciali ed una manciata di ottimi attori.
Però ci serviva un elefante e la produzione si è ostinata a non volerlo acquistare.
Quindi abbiamo fatto un’altra cosa.

“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi.”
(Genesi 3, 7)

Oppressi da un forte controllo, due malcapitati devono affrontare uno strano scherzo del destino.
I sotterfugi per girare a loro favore la situazione si rivelano tutti vani.
Braccati non hanno tregua.
Bloccati, vengono tenuti continuamente sottocchio.
Cosa resta loro da fare?
Nascondersi sotto gli occhi di tutti.


 

In Festa

Domenica 12 ore 20.30
@ Almagià

Di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele

“Solo di quando in quando,
in certe interminabili sere,
un’occhiata dall’altra parte,
alla finestra illuminata
dove vivono altri,
e la vaga sensazione
di essersi persi qualcosa.”

(H.M.Enzensberger)

Manca qualcosa.
Cosa? Non si sa, ma la consapevolezza di questo è già qualcosa, no?
Questa festa è il tentativo, estremo e inconsapevole, di colmare un vuoto; è la ricerca di un
semaforo sempreverde; è la soppressione liberatoria di un disagio inesprimibile.
Questa festa è forte e decisa come una stretta di mano, ma qui sorge un dubbio: decisa da chi?

Un cinico Semaforo incombe sulla scena e il Campanello, tremendamente puntuale,eppure tanto gentile, attraverso biglietti di amici cari e bei regali colorati, mantiene l’ordine delle cose con minuzioso interesse.
Gli ospiti tanto attesi sono incompleti, mancanti: a volte entra una mano da stringere, una
spalla su cui dare pacche amichevoli, due guance da baciare: l’essenziale. Per loro si
compie il rituale della barzelletta, si innalzano torri di biscotti, si sacrificano piatti innocenti.
E quando meno te lo aspetti, dall’ombra, sussurrando, affiorano pensieri, dubbi, ricordi.

“Ma tu non te ne avvedi,
Tu dici:
io apro gli occhi e vedo quello che c’è.”

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