artisti 2012

Francesca Proia

#Fèsta: Francesca Proia

Laboratorio / How to grow a lotus – Scuola temporanea sul corpo sottile

Dall’11 al 13 maggio 2012
c/o Studio Muni – Ravenna

L’individuo riceve un’immagine e l’energia che contiene. Prima o poi diverrà un tutt’uno con lei, e per suo tramite sarà d’un tratto trasformato” (Joan Skinner)

Il processo di creazione coreografica innesca in me un fenomeno parallelo di fioritura percettiva. In un dato momento, la mente si apre letteralmente come un fiore, a captare, tra le memorie latenti nella storia del corpo, quelle che in quel momento sono pronte a farsi racconto. E’ qualcosa di spontaneo, come un succo che cola da una pianta.
Ogni coreografia contiene perciò una parte di me che è pronta a lasciarmi, sotto forma di immagini.
Danzare fa parte del mio modo di condensarmi ogni volta attorno al mio nucleo più essenziale. Per questo ogni progetto coreografico richiede il suo proprio linguaggio corporeo. Quando si parte, si parte da un corpo il più possibile decondizionato, senza un patrimonio di codici gestuali di appoggio, senza stile. Nessun gesto, neppure un respiro, è dato per scontato: tutto deve avere una sua rifondazione organica nel contesto di nascita e di vissuto del pensiero coreografico che si accinge ad essere posto in essere.
Scopo del seminario è indagare il momento preliminare allo sviluppo di una coreografia, quella soglia sottile in cui immaginazione e inconscio si pongono in dialogo.
Lo yoga che abbia una finalità terapeutica condivide lo stesso obbiettivo: la cooperazione di soffio e coscienza nell’agire di trasmutazioni tangibili. Sperimento su me stessa lo Yoga Chikitsa da alcuni anni.
Dunque in una prima parte del lavoro sperimenteremo alcune tecniche provenienti dallo yoga: meditazioni statiche, meditazioni in movimento, esercizi di visione del prana, utilizzo di immagini e posture terapeutiche, sostare tra il sonno e la veglia.
Creeremo, in questa prima parte, le condizioni affinché sia possibile percepire massima libertà nell’esprimere il frutto della propria immaginazione.
La seconda parte del lavoro avrà come oggetto la danza, in rapporto a temi quali: concetto di corpo sottile, empatia corporea, riferimenti a immagini interiori, rapporto con immagini evocate e assegnate dall’esterno, rapporto con tempo e spazio, rapporto con grande e piccolo.
La scuola è accessibile a chiunque interessato.

Incontro e presentazione del libro Declinazioni yoga dell’immagine corporea

con Rhuena Bracci (gruppo nanou)

Mercoledì 9 maggio, Darsena di città, h 19.30

Il mio lavoro, così come si esplica nella costante collaborazione con Danilo Conti, ha alla base la dimensione energetica della realtà. Qualcosa che ha a che fare con la creazione del tempo a partire dal corpo.
La filosofia e la terapia yoga, il seitai giapponese, lo shiatsu, l’agopuntura, il qi gong, il tai chi e il do in sono fra i nostri strumenti.
Tutti questi sistemi hanno come oggetto l’energia, dell’uomo e del cosmo, e ricercano uno stato di equilibrio energetico.
Il nostro lavoro invece, trovato l’equilibrio, si annullerebbe.
O meglio, sarebbe completo, chiuso, simmetrico, non più accessibile alla visione. Intoccabile. Come un’operazione risolta.
Ciò che cerchiamo sono quindi gli avanzi di energia; gli oggetti, materiali e no, che non possiamo contenere e comprendere. Questi eccessi ad un certo punto creano qualcuno.
Credo sia per questo che sulla danza veramente non si possa dire nulla.
Come nel respiro, un perfetto equilibrio di inspirazione ed espirazione porta verso il centro.
Oppure si può privilegiare l’inspirazione o l’espirazione, la destra o la sinistra, il giorno o la notte.
Quindi utilizziamo tutte queste filosofie come specchi in cui sia concreta solo l’immagine riflessa.
I gesti e gli oggetti sono così residui non risolti provenienti da un mondo sottile, connessi in una drammaturgia dell’energia.
Francesca Proia

Declinazioni yoga dell’immagine corporea
(Titivillus, 2011)
scritti di Alessandro Berti, Adele Cacciagrano, Romeo Castellucci, Francesca Proia, Massimo Schiavoni, Willy Van Lysebeth
fotografie di Laura Arlotti, Enrico Fedrigoli, Danilo Conti, Paolo Porto, Gabriele Orlandi