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E-production

Buco BiancoBuco BiancoBuco Bianco

E presenta

B U C O B I A N C O
un progetto di Luigi De Angelis e Sergio Policicchio

“Un buco bianco, nella teoria della relatività generale, è una regione ipotetica di spaziotempo nella quale non si può entrare dall’esterno, ma dalla quale la materia e la luce possono so- lamente fuoriuscire. In questo senso è l’opposto di un buco nero, nel quale si può entrare dall’esterno, ma dal quale nulla, inclusa la luce, ha la possibilità di fuoriuscire.Alcuni pensano pertanto che i buchi bianchi possano essere l’altra estremità di un tunnel spazio-temporale che collega un buco nero con regioni molto lontane dell’universo o addirittura con altri universi.”
Il progetto si propone di indagare, attraverso un’ampia mappatura, il corpo sonoro del territorio di una città. Ravenna è una città geograficamente unica che si presenta agli occhi dello straniero come un corpo inafferrabile, irriducibile, incommensurabile, labirintico. Già immerso nelle acque a partire dal suo nome originario (Ravenna, “fluire di acque”), il corpo sonoro di Ravenna è da sempre in continua metamorfosi, si proietta verso il mare e allo stesso tempo sprofonda in se stesso. Inseguendo le traiettorie degli animali, sostando a lungo nei loro regni, per lo più nascosti e paralleli al fluire della vita contemporanea, il progetto tenta di comporre, mediante la tecnica lenticolare del micro mosai- co, un corpo sonoro sottile di origine antichissima, che travalica i confini fisici e temporali della città, le sue torri, i suoi muri, le sue barriere. Un corpo immaginale e sonoro sospeso, a metà dell’andirivieni perpetuo di acque tra le paludi e il mare, un corpo mantice, attraversato da forze opposte, aperto, tramite la sua porta sul mare, verso il lontano.

progetto Buco Bianco #Ravenna
M U N D U S
paesaggio sonoro

registrazioni, orchestrazione, sound design Luigi De Angelis e Sergio Policicchio
flauto Sergio Policicchio

Produzione E, Prove Tecniche di Ravenna 2019
in collaborazione con Ravenna Festival, Tempo Reale

organizzazione Marco Molduzzi
promozione Paola Granato e Marco Molduzzi

…Veniva poi scavata nel terreno vergine (ossia nella roccia compatta) una fossa e in essa si gettavano primizie, o misteriose “cose buone” e terra proveniente dalla madrepatria dei nuovi abitanti, la fossa era detta Mundus. Dopo che vi erano state depositate le cose prescritte, il Mundus era ricoperto con una pietra; al di sopra o di lato si erigeva un altare su cui veniva acceso il focus della città. A questo punto è probabile che la città ricevesse anche il suo nome…

Mundus è il paesaggio sonoro fondativo di Buco Bianco, la sua declinazione “da camera”, in un luogo simbolico e carico di stratificazioni come la Biblioteca Classense. Frutto di più di un anno di registrazioni notturne e diurne, Mundus è un’introduzione al corpo sonoro della città di Ravenna. Nel 2014, in seguito a un ulteriore anno di registrazioni, sarà presentata alla città la versione sinfonica di Buco Bianco per grandi spazi.

17 giugno – 29 giugno Sala Holden, tutti i giorni (eccetto la domenica) ore 17.30, il venerdì e il sabato seconda replica alle ore 21.00

Luigi De Angelis nasce a Bruxelles. Nel 1992 fonda la compagnia Fanny & Alexander assieme a Chiara Lagani. E’ regista, scenografo, grafico, musicista. Le sue regie e ideazioni partono sempre da una interrelazione tra musica, spazio sonoro e spazio scenico, prendendo spunto dalle arti figurative e dal repertorio musicale contemporaneo.

Sergio Policicchio è un’artista visivo che nasce a Buenos Aires nel 1985. Si trasferisce a Ravenna nel 2004 dove si laurea in Belle Arti. Ha partecipato come performer a diversi progetti di compagnie teatrali quali Motus, Anagoor, Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio, Michele di Stefano/MK. La sua ricerca rappresenta il tentativo di situarsi in quello spazio sottile in cui la sonorità che sottostà alla lingua e il paesaggio si nutrono reciprocamente. Questo spazio diventa il punto di partenza per l’esplorazione di nuove qualità di presenza, tempo e spazio attraverso l’intreccio della performance, l’installazione la luce e il suono.

www.sergiopolicicchio.comE presents

B U C O B I A N C O
(W h i t e H o l e)

a project by Luigi De Angelis and Sergio Policicchio

“A white hole, in general relativity, is a hypothetical region of spacetime which cannot be entered from the outside, but from which matter and light have the ability to esca- pe. From this point of view it is the opposite of a black hole, which can be entered from the outside, but from which nothing, not even light, has the ability to escape. Hence, someone thinks that white holes might be the far end of a spacetime tunnel connecting a black hole with very distant regions of the universe or even with other universes.”
The project is meant to inquire, by means of a vast mapping operation, into a urban area’s body of sound. Ravenna is a geographically unique town which presents itself to the eyes of a stranger as an elusive, irreducible, immeasurable, labyrinthine body. Plunged into the waters starting from the name itself (Ravenna, “flowing of waters”), Ravenna’s body of sound has always been changing, it rushes towards the sea and at the very same time it sinks into itself. Following the trajectories of animals, dwelling upon their kingdoms, mostly hidden and parallel to the flow of contemporary life, the project attempts to compose, by means of the lenticular technique of micro-mosaic, a thin body of sound of very ancient origin, which passes over the physical and time borders of the town, its towers, its walls, its barriers. An imaginal and sound body, suspended over the perpetual comings and goings of waters between the swamps and the sea, a body like bellows which opposite forces flow through, with its door on the sea open on infinity.E présente

B U C O B I A N C O
(T r o u B l a n c)

un projet de Luigi De Angelis et Sergio Policicchio

“Un trou blanc, dans la théorie de la relativité générale, est une région hypothétique d’espace temporel, où l’on ne peut entrer de l’extérieur, mais d’où la matière et la lumière peu- vent seulement sortir. Dans ce sens il est l’opposé d’un trou noir, où l’on peut entrer de l’extérieur, mais duquel rien, y compris la lumière, n’a la possibilité de sortir. Certains pensent donc que les trous blancs peuvent être l’autre extrémité d’un tunnel espace temporel qui relie un trou noir aux régions très lointaines de l’univers ou même à d’autres univers.”
Le projet envisage d’examiner, à travers une analyse cartographique approfondie, le corps sonore du territoire d’une ville. Ravenna est une ville unique du point de vue géographique. Elle apparaît aux yeux des étrangers comme un corps insaisissable, irréductible, incommensurable, un labyrinthe. Déjà immergé dans les eaux à partir de son nom originel (Ravenna, “écoulement d’eaux”), le corps sonore de Ravenna est depuis toujours en continuelle métamorphose, il se projette vers la mer et en même temps il s’effondre en lui-même. Poursuivant les trajectoires des animaux, s’arrêtant un long moment dans leurs règnes, souvent cachés et pa- rallèles à l’écoulement de la vie contemporaine, le projet tente de composer, grâce à la technique lenticulaire de la micro-mosaïque, un corps sonore subtil d’origine antique, qui franchit les limites physiques et temporelles de la ville, ses tours, ses remparts, ses barrières. Un corps imaginal et sonore suspendu, à mi-côte du va-et- vient perpétuel des eaux entre les terrains palustres et la mer, un corps-soufflet, traversé par des forces opposées, ouvert vers le lointain grâce à sa porte sur la mer.